Home » Impressioni di viaggio »Rubriche » Cambogia, le ferite ambientali della guerra civile:

Cambogia, le ferite ambientali della guerra civile

aprile 30, 2012 Impressioni di viaggio, Rubriche

Entrando in Cambogia dal confine Nord con il Laos si può facilmente notare l’eccessiva deforestazione a favore dei campi agricoli. Durante la guerra civile – che durò dal 1970 al 1994 – i guerriglieri finanziavano la lotta attraverso la vendita del legname ottenuto con una deforestazione illegale. Gli spietati Khmer Rossi, in quegli anni, commerciavano legname cambogiano al confine  con le compagnie thailandesi, che si facevano aiutare dai propri militari.

Nel 1990 il fenomeno  raggiunse un livello tale  che il Fondo Monetario Internazionale decise di cancellare un prestito di 120 milioni di dollari e la Banca Mondiale di sospendere gli aiuti finanziari al governo finchè la corruzione nel settore non fosse risolta. Solo così il governo si mosse, per cercare di placare questa inarrestabile devastazione ambientale. Si registrarono quindi i primi effetti positivi, ma l’azione non fu abbastanza incisiva e dal 2000 al 2005 il 30% della foresta cambogiana fu distrutta.  Ad oggi solo metà del territorio cambogiano rimane coperta da foreste e sebbene il governo sembri aver consolidato un maggiore controllo del fenomeno, la superficie forestale è destinata ancora a diminuire, anche a causa dagli scavi delle miniere da cui si ricava oro, bauxite e ferro.

A generare problemi ambientali di difficile risoluzione è poi la rapida crescita della popolazione urbana. L’aumento dei  liquami non trattati, i rifiuti industriali e gli sprechi di ogni genere stanno inquinando la superficie e i pozzi d’acqua in diverse città e villaggi cambogiani. Il sistema fognario non è adeguato o spesso non è funzionante, a discapito dell’igiene e porta, come conseguenza, un elevato rischio di malattie, tra cui diarrea e colera, nella popolazione urbana. La pressione demografica sulla capitale e le sistemazioni improvvisate, dovute al sovraffollamento, stanno causando spreco d’acqua, danni alle infrastrutture e al sistema naturale di drenaggio, che fino ad oggi è servito come salvaguardia contro la possibilità di allagamenti. Le diverse “maniche” di protezione dagli allagamenti sono state occupate dagli immigrati in città, restringendo i flussi d’acqua e aumentando significativamente le problematiche igieniche.

La raccolta rifiuti, in gran parte della Cambogiaè piuttosto scarsa e troppo spesso si trovano piccole discariche a cielo aperto sparse per la città, in mezzo alle abitazioni. La povertà porta molti cambogiani, soprattutto bambini, a rovistare tra i rifiuti alla ricerca di materiale da riciclare per ricevere un piccolo compenso economico. I cassonetti rimangono però aperti e i rifiuti fuoriescono per le strade causando odori e inquinamento al limite del sopportabile.

Il disinteresse sui  temi ambientali della popolazione locale sta danneggiando anche le risorse costiere, marine e di acqua dolce, già degradate dalla  sedimentazione di fiumi e coste, dalla conversione delle foreste di mangrovie e da una mal gestita acquacoltura di gamberi. Stanno inoltre aumentando rapidamente le pressioni sulle risorse acquatiche e paludose per la pesca sfrenata, l’utilizzo di pesticidi chimici molto dannosi e il prosciugamento delle paludi a favore dell’agricoltura.

Riguardo alla drammatica situazione asiatica sull’utilizzo dell’amianto killer, già denunciata nel nostro precedente articolo, la Cambogia purtroppo non si differenzia dai suoi vicini. Nonostante siano meno visibili le tettoie in asbesto, il mercato legato al suo utilizzo, per realizzare un tipo di cemento di “maggiore qualità”, è in continua espansione e provenie soprattutto dalla Thailandia. Si stima, negli ultimi anni, una media annua di importazione di amianto di circa 40.000 tonnellate. Anche in questo paese non esistono ancora, del resto, le conoscenze e gli strumenti medici per correlare i danni alla salute causati da questo intollerabile mercato. La mancanza di consapevolezza da parte dei lavoratori e degli operatori del settore non permette loro di proteggersi adeguatamente.

La Cambogia, dopo la terribile guerra civile che ha lasciato ferite profonde, ancora insanate, ha dovuto fare i conti con una povertà diffusa, che ha portato corruzione e un eccessivo sfruttamento delle risorse naturali. Il degrado della biodiversità e delle risorse forestali avrà conseguenze pesanti sulla future generazioni, se si pensa che circa 3/4 della popolazione vive ancora di agricoltura e dipende dalla propria terra per coprire le necessità quotidiane, e dall’agricoltura deriva quasi il 40% del PIL nazionale.

L’urgenza di un modello sostenibile di sfruttamento dei terreni, per salvaguardare le foreste nazionali e  le risorse acquatiche, imporrebbe la creazione di aree protette e una maggiore azione governativa. Eppure ci si ritrova, anche qui in Cambogia, di fronte all’ennesimo caso in cui l’importanza di intervenire e informare la popolazione locale sulle conseguenze letali di questi fenomeni viene sacrificata all’altare di interessi economici di una ristretta minoranza.

Carlo Taglia

Le riflessioni di viaggio complete di Carlo Taglia, documentate da foto e video, sono disponibili sul suo blog: http://karl-girovagando.blogspot.com/

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Fotovoltaico: Italia Solare propone al GSE la “risoluzione anticipata degli incentivi”. Liquidità ai proprietari

settembre 29, 2016

Fotovoltaico: Italia Solare propone al GSE la “risoluzione anticipata degli incentivi”. Liquidità ai proprietari

L’Associazione Italia Solare di Monza vuole proporre al GSE un modello di risoluzione anticipata degli incentivi per impianti fino a 3 kWp, quindi residenziali, così che i proprietari degli impianti possano avere immediata liquidità. In Sicilia, ad esempio, ci sono oggi circa 11.000 impianti fotovoltaici incentivati con i vari “Conto Energia” (dal 1° al 5°) [...]

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

settembre 27, 2016

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

La metà della popolazione dell’Unione Europea, circa 264 milioni di persone, potrebbe produrre la propria elettricità autonomamente e da fonti rinnovabili entro il 2050, soddisfacendo così il 45% della domanda comunitaria di energia. È quanto dimostra il report scientifico “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft [...]

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende