Home » Impressioni di viaggio »Rubriche » Colombia: il fantasma dell’amianto mi insegue:

Colombia: il fantasma dell’amianto mi insegue

luglio 25, 2012 Impressioni di viaggio, Rubriche

Con l’arrivo in Sud America proseguono le “Impressioni di Viaggio” del nostro corrispondente Carlo Taglia, in viaggio per il mondo a impatto e costo “zero”.

Nuovo continente, stessa contaminazione. Poco più di un mese fa avevo lasciato l’Asia, afflitta da un intenso consumo di amianto nel settore edile, preoccupato per le tragiche previsioni di morti future. Ma quando sono sbarcato in Sud America, nel porto colombiano di Buenaventura, la prima cosa che ho incontrato è stata un’immensa distesa di tettoie in eternit. L’intero paese è sommerso da queste coperture, in tutte le grandi città come Bogotà, Medellin, Cartagena, Barranquilla, Santa Marta e Buenaventura sono facilmente visibili enormi superfici grigie in amianto. Essendo il materiale più economico in commercio viene utilizzato, soprattutto, da chi non si può permettere un’altra copertura o è costretto a raccattare resti malandati per strada per utilizzarli nella sua baracca.

Più ci si allontana dai centri città verso le periferie povere e più aumenta il consumo di questo materiale dalle conseguenze mortali. Mentre i produttori si difendono sostenendo di aver preso tutte le precauzioni necessarie per la salute dei lavoratori, in fase di produzione, non hanno nulla da dire riguardo al rischio di tutte quelle famiglie che vivono a contatto diretto con la polvere delle lastre vecchie o rotte e che, inconsapevoli degli effetti collaterali, le utilizzano nelle case o per far giocare i bambini. Non esiste nessun piano di smaltimento dell’eternit usurato che, anche qui, viene scaricato nei fiumi, nelle strade o ammassato nei cortili, rimanendo spesso a contatto diretto con la popolazione, che ne respira le polveri letali.

In Colombia il gruppo Eternit possiede ben 3 fabbriche che producono asbesto-cemento: una sul Pacifico, un’altra sul Mar dei Caraibi e l’ultima nella capitale. Realizzano mediamente quasi 200.000 tonnellate all’anno di cemento-amianto impiegando circa 1.800 lavoratori. Da oltre quarant’anni producono principalmente materiali per il settore delle costruzioni tra cui pensiline e coperture, accessori per fognature, fosse settiche e pozzi, tubi di scarico, elettrici e telefonici. Utilizzano un materiale composto dal crisotilo, al 10% circa, e dal cemento, al 90%. Il crisotilo è un minerale appartenente alla classe dei silicati, uno dei minerali del gruppo dell’amianto, di gran lunga il più estratto. Molto ricercato per via delle sue proprietà fibrose, di incombustibilità e di bassa conducibilità termica, ha però gravi conseguenze sull’organismo umano proprio per via della sua natura fibrosa. In Italia se ne conoscono, con evidenza, gli effetti anche a seguito della condanna a 16 anni ai due principali azionisti dell’azienda, ma nonostante ciò il gruppo Eternit continua a negare, nel resto del mondo, la cruda verità: l’amianto non solo provoca il mesotelioma pleurico, un terribile tumore mortale, ma molte altre malattie non immediatamente relazionabili con la respirazione delle polveri aerodisperse, come ad esempio la fibrosi polmonare, che spesso viene correlata al fumo.

Ho intervistato, anche qui, architetti, avvocati, insegnanti e semplici proprietari di case con coperture in eternit: nessuno aveva un’idea delle conseguenze dell’utilizzo del crisotilo, detto anche “amianto bianco”. Un’altra realtà di disinformazione che, a queste latitudini, stupisce ancor di più che nelle realtà asiatiche. Per un Europeo è una situazione surreale, ma sembra che la Eternit sia riuscita a rassicurare la popolazione locale e i propri lavoratori, che credono così, per la maggior parte, che gli effetti negativi dell’amianto siano una leggenda metropolitana.

La Colombia, per altro, esporta soprattutto in Europa, dove è proibito l’utilizzo di asbesto. Mi chiedo come sia possibile che né i media colombiani né quelli europei si pongano domande su questa “incongruenza”. Quali interessi ci sono dietro a questa ignoranza indotta? Quante altre persone devono morire per dimostrare che l’amianto è letale? In altri paesi del continente sud americano, tra cui Cile, Argentina, Uruguay e Brasile, sono state intraprese iniziative governative per contrastare il consumo di questa sostanza assassina, fino a proibirla totalmente.La Colombia vive invece all’oscuro. Probabilmente troppo concentrata sulle questioni del narcotraffico e della guerriglia alle Farc, per poter assorbire altre priorità.

 

 

Carlo Taglia

Le riflessioni di viaggio complete di Carlo Taglia, documentate da foto e video, sono disponibili sul suo blog: http://karl-girovagando.blogspot.com/

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

maggio 21, 2019

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

“Made in Nature” è il progetto finanziato dall’Unione Europea con 1,5 milioni di euro per promuovere, nei prossimi tre anni (dal 1 febbraio 2019 al 31 gennaio 2022), i valori e la cultura della frutta e verdura biologica in Italia, Francia e Germania. Come indicato nel claim (“Scopri i valori del biologico europeo”), lo scopo [...]

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

maggio 13, 2019

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

Per la comunità scientifica italiana, in particolare quella che studia i Poli, si tratta di un grande risultato, che aprirà la strada a nuovi studi. L’OGS, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – grazie ad un finanziamento di 12 milioni di euro ricevuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – ha acquistato dalla norvegese Rieber [...]

Clean Cliff Project: il progetto di salvaguardia delle scogliere nato da due tuffatori estremi

maggio 4, 2019

Clean Cliff Project: il progetto di salvaguardia delle scogliere nato da due tuffatori estremi

Per la prima volta dalla nascita di questa competizione sportiva, uno speciale progetto di salvaguardia ambientale, accompagnerà la Red Bull Cliff Diving World Series, il campionato mondiale di tuffo da scogliere naturali, per lanciare un forte messaggio in difesa degli oceani, grazie alla volontà e tenacia di due giovanissimi campioni: Eleanor Townsend Smart, high diver americana, e Owen Weymouth, [...]

Amianto: sono ancora 125 milioni i lavoratori esposti al “killer silenzioso”

aprile 29, 2019

Amianto: sono ancora 125 milioni i lavoratori esposti al “killer silenzioso”

Domenica 28 aprile si è celebrata la “Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto”, una ricorrenza per ricordare che, ancora oggi, sono circa 125 milioni i lavoratori esposti alla fibra killer, che provoca non meno di 107.000 decessi ogni anno (secondo le stime OMS), di cui circa 6.000 solo in Italia. Una guerra al “killer silenzioso” che non può essere vinta [...]

Grande successo della Formula E a Roma. Campionato elettrico in crescita

aprile 15, 2019

Grande successo della Formula E a Roma. Campionato elettrico in crescita

Il neozelandese Mitch Evans, del team Panasonic Jaguar, si è aggiudicato sabato 13 aprile il Gran Premio di Roma, settima tappa del campionato mondiale ABB FIA Formula E, “la formula 1 delle auto elettriche”. Al secondo posto Andrè Lotterer su DS Techeetah e al terzo Stoffel Vandoorne del team HWA Racelab. Secondo le stime degli organizzatori la gara è stata seguita [...]

ECOMED Green Expo: Catania apre la via della green economy al Mediterraneo

marzo 29, 2019

ECOMED Green Expo: Catania apre la via della green economy al Mediterraneo

Dall’11 al 13 aprile la città di Catania si prepara a ospitare ECOMED, la prima “green expo” siciliana dedicata ai temi della green economy e dell’economia circolare, riletti in prospettiva mediterranea (e non solo nazionale). Per tre giorni il più grande centro fieristico ai piedi dell’Etna – le suggestive “Ciminiere” – sarà la casa di [...]

Vendemmia 2099 in anticipo di 4 settimane. In Trentino uno studio indaga l’effetto dei cambiamenti climatici sulla viticoltura

marzo 15, 2019

Vendemmia 2099 in anticipo di 4 settimane. In Trentino uno studio indaga l’effetto dei cambiamenti climatici sulla viticoltura

Come sarà la viticoltura in Trentino nel 2099? A causa dei cambiamenti climatici tra 80 anni si vendemmierà con un anticipo fino alle 4 settimane. A calcolarlo è uno studio interdisciplinare condotto da Fondazione Edmund Mach e Centro C3A con l’Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler. Lo studio indaga l’impatto dei cambiamenti climatici sulle fasi [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende