Home » Rubriche »Very Important Planet » “Earthrise”, arte ed ecologia: intervista a Marco Scotini:

“Earthrise”, arte ed ecologia: intervista a Marco Scotini

novembre 13, 2015 Rubriche, Very Important Planet

A Torino si è appena conclusa una serrata e come sempre affollatissima settimana dell’arte contemporanea. Tra Artissima, The Others, Paratissima, la notte bianca delle arti, vernissage e open lab assortiti, si è inaugurata anche la nuova mostra (aperta fino al 21 febbraio 2016) del PAV – Parco Arte Vivente. Terza antologica curata per il centro d’arte torinese da Marco Scotini, critico e direttore del Dipartimento Arti Visive al NABA di Milano, Earthrise prende le mosse (e il titolo) da un’immagine considerata emblematica per la nascita del movimento ambientalista: la celebre foto scattata il 24 dicembre 1968 dall’austronauta William Anders, durante la missione Apollo 8, che ritraeva la Terra vista dalla Luna. Per la prima volta la Terra guardava se stessa attraverso gli occhi dell’uomo; e per la prima volta l’uomo si accorgeva – profondamente e istintivamente – della fragilità e finitudine del suo pianeta. Una consapevolezza che ebbe grande influenza anche nel mondo dell’arte. Ne abbiamo parlato con Marco Scotini.

Earthrise - William Anders 1968D) Scotini, si può parlare di arte ecologica? Esiste una definizione?

R) Non è che esista un’arte ecologica, esiste una presa di coscienza ambientale ed ecologica che è possibile trovare anche nell’arte. Anzi, credo che l’arte stessa abbia contribuito in qualche modo a questa presa di coscienza nei confronti del Pianeta. Basti pensare, ad esempio, alla figura di Joseph Beuys, artista tedesco che è stato tra i fondatori del movimento Verde in Germania.

D) Le opere esposte al PAV per la mostra Earthrise sono state da lei definite “visioni pre-ecologiche”, segnando quindi l’inizio, o forse l’antefatto, di una storia…

R) Earthrise si pone come terzo momento di approfondimento rispetto al progetto che abbiamo cominciato la scorsa estate con Vegetation as a Political Agent e poi proseguito con Grow It Yourself: un’archeologia del contemporaneo, il tentativo, cioè, di costruire una genealogia del rapporto fra pratiche artistiche e coscienza ecologica o ecologia politica. Costruendo una storia, questa diventa parte di una tradizione e in qualche modo legittima questa relazione fra pratiche artistiche e ambiente. Nel caso di Earthrise il contesto è la cultura italiana a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, nel momento in cui la famosa foto dell’astronauta William Anders ritraeva per la prima volta la Terra vista dalla Luna, segnando l’avvio di una costruzione ideologica dello spazio e del cosmo. Piuttosto che immaginare programmi di futura colonizzazione di altri mondi, per molti questa immagine segnò un rovesciamento di prospettiva. Gli artisti cominciarono a rendersi conto della finitudine del pianeta, che divenne oggetto di una presa di coscienza antropologica. La Terra cominciò ad essere vista come il “luogo del ritorno” e divenne anche un problema artistico. In questo senso va dunque la fattoria sperimentale Agricola Cornelia S.p.A. fondata da Gianfranco Baruchello o la ricerca di Ugo La Pietra sugli orti urbani spontanei nella periferia milanese. Il ritorno alla terra è ciò che ispira anche i celebri Tappeti Natura di Piero Gilardi, frammenti di paesaggio ricostruiti per salvare ciò che l’intervento umano stava distruggendo.

D) Baruchello, Gilardi e La Pietra si possono dunque considerare i pionieri del movimento ecologico nell’arte italiana?

R) Sì, ma ho aggiunto anche il gruppo di architettura radicale 9999: nel loro Progetto Apollo del 1971 la Luna era rappresentata come una sorta di arca di Noè dove portare la pianta del Partenone, il giardino rinascimentale e tutti i modelli migliori della vita terrestre per salvarli dalla distruzione della Terra. Sempre opera degli architetti di 9999 è Vegetable Garden House, la ricostruzione di un orto comunitario all’interno di una casa, creata per la storica mostra New Domestic Landscape al Moma di New York.

D) All’inizio del rapporto fra arte e ambiente gli artisti si concentrano quindi sul ritorno alla terra, all’agricoltura. Si possono inserire in questa storia anche altre forme di questo rapporto, come la Land Art?

R) In Italia il tema del ritorno alla natura si è visto soprattutto attraverso l’Arte Povera, che in quegli anni era spesso associata alla Land Art americana in varie mostre curate da Germano Celant. Sia l’Arte Povera che la Land Art, tuttavia, guardano al rapporto con l’ambiente per ricostruire il senso del sublime, e lo fanno attraverso la classica contrapposizione assolutista Natura vs Cultura. Questo antagonismo fra Natura e Cultura proponeva il ritorno a un’ancestralità mitica: un’utopia che lasciava inalterato lo spazio dell’azione. Gli artisti che ho chiamato pre-ecologici sviluppano invece la coscienza di una natura fortemente socializzata: l’orto urbano, l’agricoltura spontanea nella città, la presa di coscienza della sostenibilità anticipano varie ricerche artistiche contemporanee. Rivendicare un’origine mitica della natura rimaneva al contrario una condizione estetica, che però non permetteva alcuna azione produttiva o di rivendicazione della terra come tale.

D) Penso a quanto disse a Greenews.info Francesco Bonami a proposito dell’arte “ecologica”: che non funziona perché si propone di cambiare qualcosa, mentre l’arte dovrebbe essere un modo per raccontare qualcosa. Credo che non sia d’accordo con questa affermazione…

R) Nell’arte contemporanea le ricerche oggi sono tantissime e a tutte le latitudini, dal Nord Africa al Medio Oriente al Nord Europa al centro Asia: ovunque c’è una nuova presa di coscienza molto forte che situa l’arte all’interno dell’ambiente. Non è più una questione di pura estetica: pensare l’arte come qualcosa di completamente autonomo e dissociato dalla realtà significa fermarsi al passato. Credo che tutta l’arte contemporanea ormai vada in questa direzione. Sono cambiate troppe cose negli ultimi decenni, anche all’interno degli stessi sistemi di produzione artistica. Un artista come Gianfranco Baruchello, ad esempio, criticava correnti come la Land Art proprio per motivi produttivi. Che senso ha – si chiedeva – spendere tanto denaro per tracciare una linea nel deserto americano? Pensò allora di mettere in piedi una fattoria sperimentale, in cui il denaro venisse davvero investito in un’accezione produttiva, ma nello stesso tempo immaginando nuove forme di convivenza con il mondo.

D) Entrava in una dimensione pragmatica…

R) Ma tutta l’arte è in questa dimensione. È totalmente ideologico dire che l’arte non abbia una funzione o che non serva. Una funzione può essere anche arricchire i collezionisti…  Allora se la funzione esiste, lavoriamo affinché diventi attiva, emancipativa e trasformativa della società. Credo che ci sia davvero bisogno di un approccio estetico e immaginativo per ripensare qualsiasi rapporto con il mondo. Rapporto che, in accordo con quanto teorizzato da Felix Guattari (filosofo e psicanalista francese, autore di Le tre ecologie – n.d.r.) possiamo chiamare “ecosofico”. Il vero ambiente si costituisce cioè a partire da tre soggetti: il socius (gli uomini), la psiche (ovvero la dimensione affettiva), e lo spazio fisico vero e proprio. L’arte non può essere isolata, si deve pensare dentro questo rapporto, tra collettività, soggettività individuale e territorio comune, ambiente.

D) Earthrise si concentra sugli anni ’70. Oggi a che punto siamo?

R) Credo che oggi la visione ecologica sia entrata dentro le procedure estetiche, sia stata assimilata dal nostro modo di praticare l’arte. Vengono investiti molti soldi per realizzare progetti fuori dai musei, nello spazio urbano, in contesti comunitari, aperti. Questa è proprio una presa di coscienza ecologica: l’arte sa di lavorare in un ambiente. Nonostante la diffusione di internet possa far credere il contrario, il nostro modo di pensare la realtà non può più prescindere dall’essere situati. Tutto, insomma, si è spostato verso una condizione ecologica dell’operare.

Giorgia Marino


Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Da Altromercato arriva la “Ri-capsula” per caffè, riutilizzabile 250 volte

novembre 20, 2017

Da Altromercato arriva la “Ri-capsula” per caffè, riutilizzabile 250 volte

Altromercato, la maggiore organizzazione del Commercio Equo e Solidale in Italia, lancia Ri-capsula, una capsula per caffè riutilizzabile, grazie ad una tecnologia innovativa, proposta in esclusiva da Altromercato sul mercato italiano, che accoppia alluminio e tappo in silicone alimentare. Ricaricabile fino a 250 volte e personalizzabile con il macinato Altromercato che si desidera, Ri-Capsula è compatibile con le macchine per [...]

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

novembre 17, 2017

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

Dalla naturale evoluzione del Forum Nazionale Rifiuti – promosso a livello italiano da Legambiente Onlus, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club – che negli ultimi tre anni è stato l’evento di riferimento sulla gestione sostenibile dei rifiuti in Italia, nasce l’”EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte”. L’EcoForum piemontese si svilupperà, il 22 novembre 2017, in occasione della Settimana Europea per [...]

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

novembre 16, 2017

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

Apre al pubblico nella mattinata di oggi, a Torino, la trentesima edizione di Restructura, uno dei punti di riferimento fieristici in Italia nel settore della riqualificazione, del recupero e della ristrutturazione in ambito edilizio. Un osservatorio privilegiato per professionisti e visitatori che dal 16 al 19 novembre 2017 all’Oval del Lingotto Fiere avranno l’opportunità di confrontarsi con i protagonisti del [...]

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

novembre 15, 2017

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

La fine di una triste era dell’energia in Italia ha bisogno anche di simboli. Sogin ha completato nei giorni scorsi lo smantellamento del camino della centrale nucleare del Garigliano (Caserta), una struttura tronco-conica in cemento armato alta 95 metri, con un diametro variabile dai 5 metri della base ai 2 metri della sommità. La struttura, [...]

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

novembre 15, 2017

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

“Dobbiamo diffondere le tecnologie rinnovabili e a basse emissioni” ha ribadito Kai Zosseder della Technical University of Munich, leader del progetto GRETA (near-surface Geothermal REsources in the Territory of the Alpine space), aprendo la mid-term conference del 7 novembre scorso, a Salisburgo. “Ma per ora – ha aggiunto – il potenziale della geotermia a bassa [...]

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

novembre 13, 2017

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

Si chiama DEMOSOFC il progetto europeo che sta per dare il via all’impianto con celle a combustibile alimentate a biogas più grande d’Europa. Si tratta di un impianto di energia co-generata recuperando i fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue di Torino, da cui, grazie alla digestione anaerobica e alle fuel cell, le [...]

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

novembre 10, 2017

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

Cotton fioc, frammenti, oggetti e imballaggi sanitari, tappi e cannucce sono i rifiuti più presenti sulle nostre spiagge. La causa è da attribuire principalmente ad abitudini errate da parte di consumatori e imprese. Quello che in molti però non sanno è che anche questo tipo di rifiuto potrebbe essere avviato a riciclo, con vantaggi sia [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende