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Natural Design: le creazioni dell’associazione Mutabilis a Torino

ottobre 16, 2014 Green Economy, Idee

Arte e natura rappresentano, da sempre, un binomio perfetto. Lo sguardo sapiente dell’artista non si limita, però, a ritrarre ciò che vede, ma racchiude mondi interpretati e vissuti, dentro cui l’uomo proietta la sua personale visione del mondo: in qualche modo l’artista, ispirato dalla bellezza della natura, traspone nelle sue creazioni una realtà interiore magica, data dalla sua percezione del mondo esterno. Il paesaggio muta, si trasforma continuamente: luce e ombra, come sosteneva il pittore francese Corot, non sono mai ferme e anche dal medesimo punto di vista il paesaggio non è mai immobile. I dipinti en plein air hanno un dinamismo del tutto differente da quelli presi dalla macchina fotografica: proprio per questo impressionisti e macchiaioli, consapevoli dell’inafferrabilità della realtà, rappresentano il paesaggio un modo di vedere del tutto particolare.

A ricercare questo connubio tra arte e natura è l’Associazione Mutabilis di Torino in Via dei Mille, nata dall’idea di promuovere e divulgare il concetto del natural design attraverso progetti e opere che traggono ispirazione dai sistemi naturali.

Ma come si può fare arte nella natura in modo originale? Ne abbiamo parlato, in apertura della Biennale Creare Paesaggi, con Laura Agosti, una delle creatrici dell’Associazione.

D) Arch. Agosti, ci può spiegare cos’è Mutabilis e com’è nata l’idea di creare un’Associazione per raccontare e sviluppare il Natural Design?

R) Per noi è un contenitore di idee attraverso cui esplorare il mondo naturale, trovare nuove ispirazioni anche quando sembra che tutto sia stato già fatto, inventato, migliorato. Mutabilis è anche il nome di una rosa che abbiamo sempre usato nel nostro lavoro di progettisti di giardini: si tratta di un fiore particolare perché nasce di un colore, sboccia e fiorisce in un colore ancora diverso. Proprio per questo ci piaceva la sua caratteristica di variazione, che ben rappresenta la nostra natura di non staticità. La nostra forma associativa è nata per avere la possibilità di organizzare eventi e mostre e per avere un confronto diretto con il pubblico che non fosse solo per esigenze commerciali. Il natural design deriva dalla nostra attività precedente, la progettazione del verde. I nostri primi allestimenti erano legati alla progettazione di giardini, che abbiamo sempre cercato di creare con l’aiuto di elementi non classici, ma inusuali e particolari, fuori dalle solite logiche. Da lì abbiamo poi iniziato a studiare anche degli oggetti su progettazione per installazioni ed eventi, sempre cercando di utilizzare materiali ecosostenibili e soprattutto di recupero, con la volontà precisa di sensibilizzare i fruitori alla bellezza del riuso.

D) Come riuscite a integrare arte e natura attraverso le opere degli artisti, letteratura e ambiente?

R) Collaboriamo con ogni tipo di artista, che si tratti di artigiani, pittori, fotografi o scultori, ognuno di loro particolare nelle loro forme creative legate all’ambiente. Le tematiche hanno per oggetto solitamente la rappresentazione diretta di forme naturali ma anche qualsiasi forma di allusione a quello che è il mondo verde. Alcuni progetti nascono da collaborazioni e si sviluppa insieme un tema, oppure offriamo come Associazione lo spazio ad artisti che vogliono esporre la loro produzione creativa del momento, a seconda delle tematiche che intendiamo rappresentare nella mostra. L’ultima Personale che abbiamo ospitato era di un’artista francese, le cui opere sono state realizzate a china su carta e con la pigmentazione di ceneri di legno. In questo caso eravamo molto interessati perché, al di là delle tematiche già significative di arte astratta, di paesaggi ed atmosfere introspettive, ci ha incuriosito la sua tecnica, dove gli elementi naturali diventano arte, una linea di comunicazione che noi perseguiamo da tempo.

D) Quali sono le attività dei vostri laboratori e su quali settori si concentrano?

R) I laboratori sono differenti a seconda del periodo dell’anno in cui si svolgono, proprio perché vogliamo mantenere questa linea di naturalità legata alle stagionalità. Le principali attività del laboratorio si concentrano in particolare su tre settori: floral design, allestimenti e garden design. Ci sono i laboratori di ceramiche e porcellane, di progettazione di cestini con Massimo Villa, artista con cui amiamo collaborare, ma in generale si tratta di attività che permettono, a chi non si è mai avvicinato alla manipolazione, di appassionarsi e di cimentarsi in creazioni tutte sue, o anche a chi è già pratico di portare avanti la propria passione. Abbiamo molti laboratori di composizione floreale, da non intendersi però come le creazioni che fanno i fiorai, ma come insegnamento all’uso di piante stagionali ed elementi legati al riuso da comporre tra loro. Siamo molto aperti poi ad accogliere le idee degli artisti che collaborano con noi e che spesso propongono dei workshop creativi per chi ama sperimentare.

D) Nei vostri workshop proponete anche attività per i bambini: come riuscite a trasmettere ai più piccoli la passione per l’arte e la natura, vista la tendenza a mettersi davanti a una Playstation chiusi in una stanza?

R) Abbiamo tentato con un workshop di avvicinare i bambini alla creatività nella natura. Per l’occasione avevamo chiamato anche delle illustratrici che condividessero con i piccoli la loro voglia di fantasia. Ma in realtà facendo questo primo sperimento abbiamo capito che sono più i genitori, e non tanto i bambini, ad aver bisogno di riscoprire la natura e di sperimentare l’arte: abbiamo cercato quindi di innescare nell’adulto la voglia di trascorre un pomeriggio assieme al proprio bambino all’insegna della fantasia. Vedere le facce sorridenti dei bambini con i propri genitori è stato uno dei nostri esperimenti più riusciti, che sicuramente ripeteremo il prossimo anno con rinnovato entusiasmo.

D) Quali sono i vostri prossimi programmi?

R) Abbiamo molte idee per il prossimo anno: vorremmo ad esempio iniziare a proporre delle uscite fuori sede per visitare dei vivai o dei giardini creativi, oppure proporre un workshop sul tema delle piante aromatiche: ci piacerebbe avvicinare il pubblico a questo tipo di piante da usare in cucina, quindi in un contesto che dia libero spazio alla creatività. A breve a Torino ci sarà Terra Madre e in concomitanza con questo grande evento, vorremmo incontrare il pubblico nelle sue passioni e vorremmo anche divulgare l’idea che i fiori si possono anche mangiare!

Valentina Burgassi


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