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Moratoria nucleare: tra plausi e dubbi delle associazioni ambientaliste

marzo 23, 2011 Nazionali, Politiche

Stop al piano nucleare italiano. Tutto fermo – così ha deciso oggi il Consiglio dei Ministri – per i prossimi 12 mesi che, secondo indiscrezioni, potrebbero diventare 24. La moratoria era stata anticipata ieri dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani davanti alla Commissione Industria del Senato, chiamata a dare il proprio parere sul decreto per la localizzazione delle centrali.

«Domani in Consiglio dei ministri il Governo dichiarerà la moratoria per un anno per quanto riguarda le decisioni e l’attivazione delle procedure per la ricerca dei siti per le centrali nucleari in Italia», ha spiegato Romani, sottolineando che «verrà comunque salvata la parte del decreto relativa all’individuazione di un deposito per le scorie, come ci viene richiesto dall’Unione europea».

Tutti gli atti necessari alla prosecuzione del programma nucleare, insomma, vengono bloccati, con una soluzione interlocutoria, in attesa degli stress test sulle vecchie centrali europee e dell’esito del referendum, che potrebbe mettere definitivamente una pietra sopra al ritorno dell’atomo. Ieri è anche arrivato dalla Commissione Industria il parere sul decreto legislativo che regola la scelta dei siti, portato oggi in Cdm, con un’esortazione al Governo a valutare «l’opportunità di approfondire nei prossimi mesi tutti i profili relativi alla sicurezza», confrontandosi con l’Agenzia per il Nucleare.

La moratoria è stata accolta con grande scetticismo dalle associazioni ambientaliste e dal Comitato “Vota sì per fermare il nucleare, che la definisce «una trappola, un diversivo per salvarsi dal referendum e non mettere a rischio le elezioni amministrative. Ma gli italiani non si faranno gabbare. No alla moratoria-truffa». Greenpeace considera lo stop «una foglia di fico con la quale l’esecutivo tenta di confondere le acque per dare a intendere ai cittadini che del referendum di giugno non c’è più bisogno». «Il voto popolare del referendum segnerà la definitiva sconfitta dei piani di ritorno al nucleare in Italia e sanzionerà la sciatteria di questo esecutivo, che si muove più come un piazzista dell’atomo che come un’istituzione a garanzia e tutela della salute e del benessere del paese», commenta Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace Italia.

Neanche Legambiente vede di buon occhio la decisione del Cdm: «Il governo sa bene che il Paese non vuole il nucleare e che insistendo perderebbe consensi come dimostrano anche gli ultimi turni elettorali tedeschi dopo la decisione della Merkel di allungare la vita delle vecchie centrali. Così fa il camaleonte, si camuffa e fa finta di ripensare a una politica energetica che invece non ha alcuna intenzione di cambiare», accusa il presidente Vittorio Cogliati Dezza.

Gaetano Benedetto, direttore delle politiche ambientali del Wwf Italia, definisce la linea del governo un atteggiamento «da vero apprendista stregone»: «Questa ‘non decisione’ aumenta un caos che automaticamente privilegia le fonti fossili. È chiaro che la scelta da vero ‘apprendista stregone’ del governo mira a sgonfiare la tensione sul referendum, il governo ha bisogno di tempo per riavviare un percorso su cui non si capisce quali possano essere gli elementi di vero ripensamento che vengono maturati da qui a un anno».

La moratoria ha invece ricevuto l’approvazione  dei presidenti di Camera e Senato. E d’accordo si è detta anche il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che in un primo momento aveva definito «sbagliato e irresponsabile assumere decisioni sull’onda emozionale». «La moratoria di un anno sul nucleare è una decisione di buon senso, di cautela, di rispetto per la preoccupazione dei cittadini di fronte a eventi straordinari che hanno suscitato grande inquietudine nell’opinione pubblica. Dopo una primissima fase in cui le notizie sul fronte nucleare riferivano del riuscito fermo di tutte le centrali, si è andato evolvendo uno scenario sempre più preoccupante che ha imposto ai Governi di tutto il mondo l’esigenza di un approfondimento sul tema della sicurezza», ha commentato il ministro.

Commenti scettici sono arrivati dall’opposizione, che sottolinea il rischio di depotenziare il referendum. «Ogni giorno il governo escogita un trucchetto da baro per sabotare i referendum e impedire ai cittadini di esprimersi democraticamente sul nucleare: oggi è il turno della moratoria, notizia diffusa ad arte per creare confusione», avverte il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. Anche secondo Antonio Di Pietro «la moratoria di un anno è un chiaro raggiro che serve a scavallare la data del referendum», perché «l’unico vero scopo del governo è quello di fermare il temuto verdetto dei cittadini». Ermete Realacci (Pd) definisce la scelta del governo un «non senso», aggiungendo che «la strada del futuro dell’Italia è quella indicata oggi anche dal Presidente della Repubblica». Napolitano ha infatti invitato a puntare sulle rinnovabili, perché è «indispensabile individuare nuovi modelli e strumenti capaci di coniugare lo sviluppo economico con la rigorosa salvaguardia del pianeta e dei suoi equilibri ambientali».

Veronica Ulivieri

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