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L’auto elettrica esce dalle città. Renault Zoe e i traguardi della nuova autonomia

L’auto elettrica supera i confini cittadini e metropolitani. E’ finalmente pronta per i tragitti a medio raggio: dalle gite fuori porta agli spostamenti per lavoro. Una novità targata Renault che ieri ha presentato nell’affascinante location del Labirinto – una creazione voluta dall’editore Franco Maria Ricci Fontanellato in provincia di Parma – la Nuova Renault ZOE che con la batteria Z.E. 40, una capacità di 41 kWh, offre    un’autonomia  di  400  km NEDC (calcolo secondo il “ciclo europeo”). Ovvero, in condizioni di guida reali, si possono percorrere ben 300 km su tragitti urbani e periurbani.

Un grande passo in avanti per l’affermazione della mobilità elettrica, spesso accusata di “non poter andare oltre gli spostamenti in città”, a causa delle basse autonomie delle batterie e della carenza di colonnine di ricarica extraurbane.

Un’altra innovazione che rende più semplice e pratica l’auto elettrica sono i tempi di ricarica molto veloci di Renault ZOE assicurati dal caricatore intelligente Caméléon che in 30 minuti garantisce tra gli 80 e i 120 km di autonomia. Oltre i tempi bisogna sottolineare la facilità dell’operazione: possibile nelle stazioni di ricarica a corrente alternata – le più diffuse – e soprattutto adattabile a tutte le potenze disponibili fino a 22 kW (con motore R90) e fino a 43 kW (con motore Q90) monofase e trifase.  Nel pacchetto Zoe c’è pure  la “ricarica da casa”: Renault nella fase di lancio include infatti in regalo la wall box da 6 kWh – anche se oggi mostra ancora dei limiti (per fare il “pieno” servono fino a 17 ore).

I servizi My Z.E. Connect e My Z.EInter@ctive permettono inoltre, quando l’auto è ferma, di monitorare a distanza – via smartphone o PC – il livello e lo stato di carica, e gestire in remoto le operazioni di ricarica e pre-condizionamento termico dell’abitacolo.

Una nicchia di mercato su cui punta la Renault è quella dei professionisti con la versione Van della Zoe – due posti e 1.000 kg di capienza – che permette agli artigiani di poter accedere nei centri cittadini con ZTL e parcheggiare – almeno in alcune città – gratuitamente sulle strisce blu. Una liberazione non solo dalle emissioni nocive per la salute, ma anche da tutte le ansie di circolazione, rischio multe, dischi orari ecc.

La ricerca e l’innovazione stanno dunque migliorando il prodotto. Ma il dato dolente che emerge nella presentazione curata da Renault è il sistema. La comparazione con altri paesi europei rende evidente il distacco dell’Italia – fanalino di coda in questo settore – dove si trovano solo 2.800 colonnine contro le 75.000 di un paese ben più piccolo come la Norvegia, leader mondiale della mobilità elettrica. Il confronto non regge neanche con la Francia (15.000) e la Germania (11.000). Senza dimenticare gli incentivi fiscali: a Oslo l’esenzione IVA per l’acquisto dell’auto elettrica vale il 25% più un’altra serie di agevolazioni che rendono competitivo il veicolo elettrico. Non a caso a quelle latitudini l’elettrico rappresenta già il 14,6% del parco auto circolante.

In Italia ci si muove invece a passo felpato, con qualche eccezione, come il progetto Ecotour di Sicilia o quello della rete autostradale Eva Plus, portato avanti da Enel e altri marchi automobilistici per consentire, entro il 2019, di girare in elettrico anche a lungo raggio, con una stazione di ricarica ogni 40 km. Temi che saranno affrontati, il 9 giugno prossimo, anche dal 6° Workshop Nazionale IMAGE sulla mobilità sostenibile, organizzato da Greenews.info in collaborazione con l’Associazione Greencommerce.

Gian Basilio Nieddu


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