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Alam TV, la televisione ambientalista di Amir Rabik

giugno 10, 2011 Rubriche, Very Important Planet

Amir Rabik si occupa di architettura sostenibile, e in particolare di bamboo, da oltre 40 anni. Dopo aver esplorato, promosso e divulgato in tutto il mondo le qualità di questo materiale naturale dall’enorme potenziale ed essersi occupato di progetti in Asia, nei Caraibi e in Europa, da sette anni Amir si sta concentrando sul progetto di una televisione che si occupa di tematiche ambientali nell’ area di Bali, Indonesia, per debellare l’isola dal “virus” della plastica e sensibilizzare la sua popolazione cosmopolita a un ritorno ai materiali naturali tradizionali.

Greenews.info lo ha incontrato nello studio di Alam Tv, in un edificio immerso nel traffico di Kuta Bali ma dalle pareti in bamboo e interamente arredato con mobili di cocco e teak riciclato. Altri accorgimenti, come  il soffitto rivestito da uno  strato di pellicola di alluminio (che permette di guadagnare il 35% di luce  in piú) e i due giardini pensili ricavati sui balconi (una volta nude piattaforme di cemento), dimostrano che è possibile creare un angolo di natura anche in un ambiente estremamente urbanizzato.

D) Amir, cosa ti ha spinto a lanciare il progetto di Alam Tv?

R) Dopo essermi occupato di materiali sostenibili per 40 anni, volevo cambiare, pur continuando a promuovere uno stile di vita rispettoso della natura. E cosí ho pensato all’educazione attraverso un mezzo di comunicazione; volevo sensibilizzare gli abitanti di Bali su cosa sta capitando all’isola. Bali è sempre piú affollata. Il censimento ufficiale stima che vi vivino circa 4 millioni di locali e circa 45,000 stranieri. Ma non sono cifre attendibili e non si sa in realtà quante persone abitino nell’isola. Inoltre, si punta a ricevere circa 7 millioni di turisti l’anno, senza peró disporre dell’infrastruttura adeguata. Oggi, circa 1.500 ettari l’anno vengono convertiti in area edificabile per rispondere alla domanda del settore turistico. Non è un sistema sostenibile. E’ un problema sempre piú grave, soprattutto per la gestione dei rifiuti, ma anche per la distribuzione idrica, elettrica e le gravi disparità economiche.

D) Di cosa si occupa Alam Tv?

R) Il 60% dei nostri programmi trattano di tematiche ambientali che riguardano Bali e spero che in futuro ci occuperemo anche di ambiente a livello nazionale. Abbiamo un programma chiamato “Waste Busters” in cui documentiamo come le persone si occupano della propria spazzatura. Il programma fa parte di una campagna ad ampio raggio contro i sacchetti di plastica che abbiamo avviato con il governo centrale e che mira ad eliminare la plastica a Bali nel giro di tre anni e mezzo. Spero che riesca a smuovere il pubblico e che si ricomincino a utilizzare le foglie di banano per gli imballaggi, come si è sempre fatto qui a Bali e che si vada sempre a fare la spesa con la propria borsa di stoffa.

D) Come funziona la programmazione?

R) Per ora Alam Tv va in onda ogni giorno dalle 16 alle 22 e copre un’area dove vivono circa 2,5 millioni di persone, ma abbiamo in progetto di installare un’antenna che  permetterà a oltre 9 millioni di persone di vedere questo canale. Stiamo creando una rete con altri canali televisivi a livello nazionale e internazionale con cui scambiare programmi. Lavoriamo con degli sponsor che finanziano i programmi prodotti da noi, per lo più su ambiente e cultura. Oppure gli sponsor pagano per la produzione di programmi già esistenti. Per ora e’ una Tv no-profit e siamo alla costante ricerca di sponsor, programmi e scambi che ci permettano di rimanere focalizzati su tematiche ambientali senza dover ricorrere alla pubblicità.

D) Raccontaci invece la tua esperienza con il bamboo. Com’e’ nata la tua  passione per questo materiale?

R) Mi sono innamorato del bamboo all’inizio degli anni ’70 e ho deciso che avrei cominciato a fare tutto usando questo materiale: mobili, gazebo, strutture ed edifici, rivestimenti interni ed esterni delle case, utensili etc. Negli anni ’70 nessuno lavorava con il bamboo, era un materiale usato per costruire ponti e imbarcazioni o per le strutture delle cerimonie religiose.  In realtà riprendevo un materiale che è sempre abbondato a queste latitudini: nei villaggi, prima dell’avvento della plastica, si usava il bamboo per qualsiasi oggetto. Tuttavia, aveva la connotazione di essere un materiale povero, vista appunto la reperibilità, il basso costo e il fatto che fosse ampiamente usato dalle fasce più basse della popolazione. Io ho cominciato a studiarlo, ma soprattutto ad usarlo e ho scoperto le sue incredibili qualità funzionali: è un materiale flessibile, cresce facilmente e velocemente e in tutte le stagioni. A lungo termine è decisamente il miglior sostituto al legno massiccio proveniente dalle foreste di cui, in realtà, si può fare tranquillamente a meno. Sicuramente il bamboo pone il problema della longevità, ma sono stati sperimentati vari proodotti  naturali per ovviare a questo limite. Il bamboo è dunque un materiale eco-sostenibile ed esteticamente eccezionale. Promuovo da anni l’uso del bamboo e sono molto soddisfatto di vedere che sempre più persone amano questo materiale e che viene usato in tutto il mondo.

D) In che modo i materiali naturali possono migliorare la vita delle persone?

R) Tanto per cominciare sono semplici e belli. Poi permettono il passaggio di maggiore ossigeno, il che fa bene al cervello! Inoltre, visto che richiedono continua manutenzione e adattamento, rendono piú creativi e sono un pó come il giardinaggio: ti sporchi le mani, stimoli la tua creatività, godi dei frutti del tuo lavoro e sei quindi piú felice perchè vedi il risultato del tuo impegno mantenendo un contatto con la natura. Sono materiali che non durano molto, a differerenza di altri come il cemento, bisogna quindi adattarsi. Con il bamboo è facile, cresce velocemente e offre infinite possibilità, stimolando incredibilemente la creatività. Senza danneggiare l’ambiente.

D) Il bamboo è associato al clima tropicale, ma tu hai lavorato a progetti in bamboo anche in Europa…

R) Esistono moltissime varietà di bamboo, che cresce a tutte le latitudini. In Giappone hanno delle varietà che crescono nella neve! Nel 2006, quando mi hanno chiesto di essere il capo architetto per il Boom Festival in Portogallo, ho chiesto agli organizzatori se potevo usare il bamboo e promuovere questo tipo di materiale in Europa. La mia proposta è stata accettata ed è stato un successo, infatti hanno continuato ad usare il bamboo anche nelle edizioni successive! Inoltre, il Boom è stato riconosciuto come il festival più eco-sostenibile del momento, soprattutto per i materiali usati nella costruzione delle strutture.

D) Cosa pensi delle proposte di città sostenibili del futuro ?

R) Ho sentito molte idee a proposito, molte delle quali associate al concetto di tornare alle origini, al ventre materno come luogo accogliente. Molti propongono l’uso di materiali eco-sostenibili ma il concetto stesso di “città ideale” mi lascia perplesso e penso sia sbagliato in partenza. Continuiamo a cercare soluzioni permanenti, ma quando si parla di ritorno alla natura dobbiamo anche cambiare la nostra mentalità e capire che in natura non esiste questo concetto. In natura tutto si trasforma e i materali naturali sono facilmente deperibili e necessitano continui adattamenti. E’ possibile costruire una città interamente con materiali naturali, ma dobbiamo accettare che probabilmente verrà distrutta da insetti, funghi, catastrofi naturali e dovremo continuare ad inventare e ad adattarci ai cicli della natura.

D) Come si fa ad adattare l’architettura esistente a un approccio eco-sostenible?

R) E’ difficile ma è possibile, si possono adattare gli spazi, come ho fatto con i giardini pensili qui nello studio, dove ho trasformato le piattaforme di cemento semplicemente aggiungendo piante e bamboo…è possibile in tutti i tipi di clima, ovunque si puó addolcire l’architettura “dura” data da costruzioni in cemento con adattamenti fatti in materiali naturali. Gli aspetti da mantenere sempre sono conservare semplicità e comfort, creare spazi accoglienti con un passaggio d’aria adeguato, fare buon uso della luce naturale e creare la giusta combinazione tra spazi interni ed esterni. Anche se a volte penso che l’unico modo sarebbe che la natura aggiustasse da sé: una bella catastrofe naturale che distrugga tutto l’obbrobrio in cemento e eternit e ci permetta di rifare tutto da capo in materiali naturali!

D) Pensi che si stia diffondendo, a livello mondiale, una maggiore consapevolezza sui temi ambientali?

R) Sì, credo che sia una tendenza globale. Nonstante alcune contraddizioni, si sta diffondendo una consapevolezza in Africa, in Asia, in Europa…in tutto il mondo. Spero solo che non sia troppo tardi. Mi fa piacere vedere giovani architetti e designer lavorare sempre di piu’ con materiali naturali, non solo il bamboo ma anche la pietra, l’argilla, la terra, lo ylang-ylang. A Bali siamo fortunati perchè tradizionalmente abbiamo molti edifici belli, funzionali, forti  e spaziosi costruiti in materiali naturali da cui i giovani possono prendere spunto…anche se oggi sono difficili da ritrovare, in questa giungla di cemento!

D) Quindi per “andare avanti” dobbiamo un po’ “andare indietro” e rifarci alle tradizioni?

R) Veniamo dalla natura e dobbiamo tornare alla natura. Ma questo non significa fare dei passi indietro, ma dei passi avanti in una direzione diversa, rispettando la natura e adattando il mondo che abbiamo creato a questa nuova consapevolezza globale. Non sappiamo cosa succederà perchè la natura ha i suoi cicli e i suoi tempi, e in questo suo assestamento a volte distrugge cose e persone. Ma continuo a pensare che l’unico modo per limitare i danni è tornare alla natura, e continuerò a promuovere quest’approccio come ho fatto con il lavoro con il bamboo e ora con Alam Tv.

Marcella Segre

Alam Tv cerca sponsor e partner interessati a scambiare documentari/programmi che trattino di buone pratiche ambientali. Se avete idee o progetti su come sviluppare questo canale televisivo Balinese potete scrivere, in italiano o inglese, a marge.and.co@gmail.com

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