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Legambiente. Campioni d’Italia dal 1980

settembre 7, 2011 Campioni d'Italia, Rubriche

Per Legambiente, il 2011 sarà un anno da ricordare. Quella del referendum contro il nucleare è stata una vittoria storica, che ha chiuso simbolicamente un cerchio. L’associazione, fin dalla sua nascita nel 1980, è stata in prima linea nella lotta contro l’atomo. Ma questo sarà anche l’anno del congresso nazionale, che si terrà a Bari dal 2 al 4 dicembre.

«Parleremo di rivoluzione energetica, di come si riesce a uscire dalla crisi con un’economia a bassa emissione di Co2. E poi presenteremo delle risposte al declino generale dell’Italia, senza dimenticare però di valorizzare quanto di positivo c’è nel Paese», dice oggi il presidente Vittorio Cogliati Dezza, anticipando i temi chiave dell’evento.

In più di trent’anni di attività, Legambiente è cresciuta fino a diventare l’associazione ambientalista italiana con maggiore diffusione capillare sul territorio. Oggi conta oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno si iscrivono ai campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali.

Le campagne e giornate di mobilitazione attive sono più di quaranta, a partire da Puliamo il mondo, quest’anno dal 16 al 24 settembre. «L’iniziativa – racconta Andrea Poggio, vice direttore generale di Legambiente – è nata 19 anni fa in un piccolo giardino nel centro di Milano. A quella giornata partecipò anche il console australiano, che ci raccontò del coordinamento internazionale Clean Up the World. Così li abbiamo contattati e abbiamo aderito. Oggi Puliamo il mondo è la più importante iniziativa di volontariato ambientale nel nostro Paese». E il messaggio lanciato dalle centinaia di migliaia di volontari con il cappellino giallo, è semplice: «La risposta ai problemi non può che partire dai territori e dall’amore che ci lega alla nostra terra».

Quello che Poggio chiama l’«ambientalismo sociale», «l’idea che non si può cambiare l’ambiente senza cambiare le persone», è il motore di ogni iniziativa dell’associazione, dalla Carovana delle Alpi per la salvaguardia delle montagne, a Goletta Verde, ricognizione sullo stato di salute di mari e laghi, fino alla Biodomenica, che quest’anno sarà il 9 ottobre. Con lo stesso spirito è stata lanciata pochi mesi fa, in collaborazione con AzzeroCo2, la Campagna Provincia Eternit Free, che propone ad aziende e proprietari di capannoni di rimuovere il tetto di eternit e sostituirlo con una copertura a pannelli solari. «Contiamo di realizzare i primi tetti fotovoltaici entro l’anno. I primi dieci grandi impianti superiori a 1 megawatt sono già in corso di finanziamento e abbiamo strutturato una trentina di gruppi d’acquisto per le estensioni più piccole, per un totale di un migliaio di tetti», continua Poggio.

All’ambientalismo sociale si è accompagnato, fin dall’inizio, quello «scientifico», che riconosce l’importanza della scienza e della ricerca per la tutela dell’ambiente. Da qui, l’idea di fare comunicazione attraverso rapporti che, spiega Poggio, «siano il più possibile puntuali, testimonianza di ciò che non vogliamo portarci dietro in questo secolo e ciò che invece deve essere valorizzato». Nel tempo, queste pubblicazioni si sono moltiplicate. Il Rapporto Ecomafie, redatto fin dal 1994 dall’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, rimane l’unico report annuale sul fenomeno dei crimini ambientali. Il dossier sui Comuni Ricicloni, sempre dal 1994, stila una classifica delle amministrazioni locali con i migliori risultati nella gestione dei rifiuti e diffonde le buone pratiche.

In più di trent’anni di attività, l’associazione si è anche impegnata sul piano legislativo, facendo pressione per l’approvazione di norme più attente alla tutela ambientale: «Mi piace ricordare due casi. Il primo è quello della misura sulle detrazioni del 55% per gli interventi di ristrutturazione e efficientamento energetico degli edifici, che ha reso più trasparente il lavoro, ha evitato la costruzione di case nuove e ha limitato il consumo di suolo. L’altro riguarda l’ingresso nel Codice penale dello smaltimento abusivo dei rifiuti come reato ambientale», racconta il vicedirettore generale.

Decisioni nazionali che però, per Legambiente, assumono piena forza quando vengono declinate in politiche locali e entrano nell’agire delle persone. A Bari, spiega Poggio, «si parlerà di limitazione del consumo di suolo e della capacità delle politiche locali di rendere più sostenibili le economie italiane e insieme anche la qualità della vita». In questa direzione, Legambiente ha già fatto un altro passo: a fine 2010, a Milano, l’associazione ha creato la prima Centrale di mobilità italiana, un centro di servizi accessibile a tutti coloro che cercano informazioni personalizzate e servizi legati alla mobilità e ai trasporti. L’esperimento sta funzionando, e proprio in questi giorni sono state lanciate promozioni che sono il frutto di un accordo con Atm, la società che gestisce il trasporto pubblico milanese: con la tessera di Legambiente, i cittadini potranno godere di agevolazioni nell’acquisto di abbonamenti annuali, ma anche di convenzioni vantaggiose su carsharing, bikesharing e autonoleggio. E sta partendo un confronto con l’amministrazione comunale per lanciare una campagna per il cambiamento degli stili di vita in città. Perché, sottolinea Cogliati Dezza, «il ruolo di Legambiente è far capire che le nostre proposte per l’ambiente sono quelle dello sviluppo e della modernità».

Veronica Ulivieri

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